domenica 6 ottobre 2013

THE VERSATILE BLOGGER AWARD.

Oggi, in una uggiosissima domenica d'Ottobre milanese scopro di essere stata nominata a questo award "The versatile blogger award" da Galatea Versilia. Grazie!
Scopro anche che ci sono delle semplici e piccole regole:

  • riportare il logo qui a fianco 
  • ringraziare il blog che ci ha nominato
  • scegliere 15 blog che volete nominare e pubblicarne l'indirizzo
  • scrivere 7 cose su di voi
I blog che ho scelto ( non me ne vogliate se non sono 15, ma sono certa andrà bene lo stesso):
  • disegnare
  • progettare (progetti d'arredo e progetti per il futuro)
  • cucinare e mangiare
  • colore
  • fotografia
  • le buone compagnie
  • Aria aperta

lunedì 30 settembre 2013

LA TUA CAMERETTA CONTEST.

Il portale della cameretta "camerettexbambini" ha lanciato un CONTEST molto interessante tra alcune aziende produttrici di camerette. 12 designer, in rappresentanza di queste 12 aziende dovranno rispondere alle esigenze di un cliente normale, che con piantina del locale ed esigenze ben precise vorrà risolto il problema cameretta.
Le aziende partecipanti al contest sono: Battistella, DearKids, Di Liddo e Perego, Dielle, Doimo City Line, ITB, Julia, Moretti Compact, Nardi Interni, Sangiorgio, Scandola Mobili, Tumidei Spa, ognuna delle quali darà la sua interpretazione alla richiesta.
Quali sono state le richieste? 
Una cameretta per 2 bambini, uno di 2 e uno di 8 anni. Ma la particolarità è che la camera va pensata in prospettiva, ossia deve durare nel tempo e quindi essere pensata per poter rispondere ad esigenze che nel corso degl'anni varieranno per ovvi motivi.
La camera, piuttosto ampia, gode di un bel soffitto ad altezza 320, una finestra con nicchia per il calorifero. 
Ovviamente, è da valutare la possibilità di avere un terzo letto per le emergenze/amici. Un bell'armadio che però non sia proprio il solito armadio. E anche una scrivania utilizzabile da entrambi i ragazzi, meglio ancora se due scrivanie separate.
Vi sembra troppo?? Ah, la casa è in centro città!
Io, da Interior Designer e blogger sono stata chiamata, tra gli altri, a dare un parere su questi progetti scegliendo quello che, secondo il mio parere è il più corrispondente alle richieste.
Ed ho fatto la mia scelta, premettendo che anche gli altri progetti, a loro modo, rispondevano alle richieste e che tutte e 12 le soluzioni sono state attente alla giovane età dei bambini lasciando loro ampio spazio al gioco con una zona centrale della stanza libero e a loro dedicato.
La soluzione che ho preferito è quella di Di Liddo e Perego per svariati motivi:
1) Stile. Sobrio, contemporaneo ed elegante, ma al tempo stesso caratterizzato da una struttura cabina armadio fantasia che crea quasi una parete ad angolo tappezzata più che un elemento mobile. Adeguato, se vogliamo, ad una casa di città, che dato il dettaglio del soffitto si presuppone sia contemporanea anch'essa.
2) Il progetto risponde molto bene alla divisione degli spazi: una zona esclusiva dedicata al contenimento con, come sopra citato, un armadio non armadio. I due letti separati, non a castello nè a soppalco, saranno utilizzabili anche in futuro, perchè indipendenti ed adeguati anche ragazzi adolescenti. Inoltre ogni letto è dotato di pannello boiserie a protezione della parete ma al tempo stesso contenitivo, consente ad ogni bimbo di avere le sue cose a portata di mano, lasciando quindi la possibilità di personalizzare l'angolo ad hoc. Li accompagna poi un elemento armadio a testa, utile per tenere distinte le personalità. La zona libera al centro del locale consente di utilizzare liberamente il terzo lettino d'emergenza.
3) Luminosità:  la posizione laterale e frontale dei letti e la scrivania a lato della porta, gli consente di godere della luce naturale proveniente dalla finestra, allo stesso modo viene annientato l'angolo morto dalla cabina armadio.
4) La scrivania: potendo godere di una parete di 210 cm è piuttosto ampia, utilizzabile in due senza essere eccessivamente ingombrante.
Unico appunto o disappunto che ho notato è la mancanza, nella presentazione, della sponda di protezione laterale nel lettino dedicato al bimbo più piccolo. Non necessaria per il ragazzino ma fondamentale per il più piccino. Sebbene, in tutti i progetti sia mancante fatta esclusione di quelli che hanno proposto i letti a castello/soppalco.

Ho scartato, quasi a priori, le soluzioni con i letti a castello. Per esperienza dei clienti, ho dovuto constatare che spesso, con la crescita i ragazzi non apprezzano questa soluzione un pò infantile, che risulta divertente in infanzia per lo sfizio del gioco ma meno piacevole da grandi.
Faccio un ulteriore appunto su una soluzione che ho trovato interessantissima, Dielle. Le caratteristiche presentate sono soddisfacenti a mio parere, per una persona sola. I letti, in questa posizione divano/letto molto living, lasciano poco spazio all'indipendenza dei piccoli che dovrebbero dormire molto più vicini di quanto necessitino. I letti X-Bed, come giustamente sottolinea l'azienda, sono molto conviviali! Molto adeguata la soluzione della scrivania ampia sotto finestra, a godimento di tutta la luce. Ma nel complesso delle richieste  i letti hanno giocato a sfavore. 
E la vostra preferenza a chi va?

http://www.camerettexbambini.it/contest.html

venerdì 27 settembre 2013

LA CUCINA IN SOGGIORNO.

La tendenza sempre più prepotente è questa: un locale unico per vivere la zona giorno. Inteso come ambiente ricreativo che unisce le persone, dal piacere del cibo fino alla visione di un bel film.
Poco importa poi se gli spazi non sono esattamente gli stessi di una cucina abitabile con in più il soggiorno.
Il vero problema è rendere i due ambienti omogenei tra loro senza rinunciare alla comodità, alla praticità e all'estetica.
Come si fa? 
I consigli sono semplici: POCO MA BUONO.
Innanzitutto:
- SPAZI: dividete la zona cucina attraverso una linea immaginaria e non oltrepassatela. Proprio come se fossero due ambienti separati. E' vero che sarete costretti a vedere il pentolame dal soggiorno, ma eviterete di avere i piatti sul divano!
Datevi delle priorità. Se non amate cucinare probabilmente non vi importerà vedere molta cucina ma preferirete guadagnare spazio nella zona soggiorno.
- ESSENZIALE: fate bene i conti. Anche riducendo al minimo gli elementi della cucina dovete tenere conto che, almeno gli elettrodomestici essenziali, li avrete. Per cui considerate 60 cm. per il forno e il piano cottura, 45 cm. o 60 cm. per la lavastoviglie e 45/60 cm. per il lavello. Altri 60 cm. li necessita il frigorifero ad incasso. Più un 8/10 cm. che richiede il montaggio.
- ZONA TAVOLO: sia che scegliate di inserire un piano snack che un tavolo, dovrete considerare lo spazio utile per un tavolo che si possa, volendo, aprire e possa ospitare più commensali.
- COLORI: sebbene questo locale unico debba essere di almeno 14 mq e disporre della luce necessaria con un rapporto area/luce a rigor di legge, non sempre è facile indovinare le tinte per questo ambiente. E' importante che ci siano elementi comuni, che possono essere ad esempio delle finiture in alcuni punti. Una libreria a giorno, che lascia passare la luce e crea quell'effetto vedo non vedo potrebbe essere fatta con lo stesso legno del top cucina o del piano snack. Il divano spezza con una colorazione più decisa ripresa in toni più delicati sulle tende. Se amate le piastrelle e/o i rivestimenti murali potrete applicare una pietra effetto rustico nella zona divano o in corrispondenza di una parete in soggiorno e riprendere lo stesso gioco vicino alla cucina.
Se non le amate invece, io consiglio di non applicarne neppure tra basi e pensili. Utilizzate pitture lavabili in tinta con altri dettagli della casa in modo da alleggerire ulteriormente la cucina.
Le aziende produttrici di cucine inoltre, per andare in soccorso del consumatore, hanno creato basi ad hoc partendo dalle basi cucina. Elementi più bassi, sospesi ma con le stesse caratteristiche estetiche dello stile cucina, in modo da inglobarsi perfettamente nel locale unico.

Riproduzione vietata.

venerdì 6 settembre 2013

ARREDARE LE PARETI. MODI DIVERSI PER DIVERSE PERSONALITA'.

Vi ho già più volte sottolineato quanto siano importanti le pareti di una casa, perchè non hanno solo la funzione di dividere gli ambienti creando stanze, non hanno solo lo scopo di sostenere contenitori appesi. Bensì sono elementi talmente visibili in una casa che devono essere valorizzate e DEVONO diventare elementi d'arredo.
Per cui, se dovete rinnovare casa, a volte cambiare colore o finitura alle pareti vi darà la sensazione di aver cambiato molto di più.
Ad esempio un modo scenografico per decorare le pareti sono gli elementi in rilievo. Classici dell'era decò e barocca, danno un aria un pò inglese alla casa, creano volumi e giochi di chiaro-scuro nei contorni.
Tipicamente si utilizzano a raccordo tra soffitto e parete o tra parete e pavimento. La giusta forma consente persino di inserire luci a led per creare e delineare il volume di un locale. Ma non solo, anche il soffitto stesso può diventare elemento decorativo grazie ai rosoni, dai quali cadono lampade importanti.
Tra i materiali disponibili e maggiormente utilizzati il gesso è il migliore, riflette il bianco ottico, colore tipico del gesso, e non altera nel tempo, ma può essere dipinto anche tono su tono con la parete.
La carta da parati, di cui io sono grande estimatrice, consente una decorazione estrema, con disegni e stampe varie lascia grande spazio alla fantasia. E nulla obbliga a riempire la parete, bensi anche solo un angolo, riprendendo il colore base della carta sul resto della parete. Inoltre la sensazione tattile è altro elemento importante in grado di regalare piacevoli sensazioni. E state tranquilli, i prodotti di buona qualità sono lavabili e resistenti alla luce.
Il tattoo murale è l'alternativa più complessa agli stickers, di cui abbiamo parlato qui. E' una decorazione complessa, meglio non darsi al fai da te, il disegno viene effettuato su di un telo a dimensione della parete da decorare, il telo applicato alla parete e il disegno rilasciato sulla stessa epr via dei pigmenti utilizzati. una volta trasferito il decoro si passano dei prodotti protettivi ed il gioco è fatto. E' importante che la parete sia ben predisposta, più è curata più sarà capace di "tenere" la decorazione.

Scegliete ciò che più vi rappresenta per personalizzare la vostra casa!


martedì 27 agosto 2013

ABITARE IN MANSARDA. UNO SGUARDO SUL CIELO.

Le mansarde, insieme ai sottotetti, godono di un fascino quasi indiscusso. Prima locali tipici delle zone di montagna, con il recupero dei sottotetti ad uso abitativo, sono diventati un ambiente in più anche nelle città più comuni. 
Il bello di questo ambiente, oltre alla variazione d'altezze che regala un piacevole gioco di volumi, è la vista che la disposizione delle finestre regala sul cielo. La scelta dei velux è infatti molto importante. 
Le mansarde risultano essere estremamente calde ed è quindi necessario che le finestre siano sufficientemente isolanti e predisposte per oscurare la luce del sole quando serve ed allo stesso tempo che contribuiscano ad impedire la dispersione di calore quando il sole è scarso.
Le finestre sul tetto non hanno le medesime caratteristiche delle finestre, in primo luogo per l'apertura perchè apribili con aste o a motore, quindi con telecomando per comodità d'altezza. Il punto focale però è l'impermeabilità e la posa di questi elementi. Non vorremmo mai che una forte grandinata ci inondasse la camera proprio dal tetto! Il pvc e l'alluminio, comunemente utilizzati per i serramenti esterni, consentono una minore manutenzione nel tempo ma anche il legno resta consigliato soprattutto per la possibilità di accoppiare legno sulla parte interna e alluminio sulla parte esterna. La posa, ad hoc, deve essere precisa ad evitare infiltrazioni o condense dovute a pioggia e umidità.
Il vetro deve essere antisfondamento, antigrandine e resistente agli urti, due vetri separati tra loro da una camera d'aria. Isolato sia a livello acustico che termico. E' possibile infatti che il vetro sia oscurabile (attraverso un sistema motorizzato) da tende o persiane sia interne che esterne, per un effetto total black.
Le zanzariere invece, che impediscono l'ingresso non sono delle zanzare ma di vari insettini striscianti sui tetti, possono essere le classiche installate dalla parte interna del serramento, scorrevoli anche manualmente, consentono comunque l'apertura del lucernario e il ricircolo d'aria.
Per un effetto più romantico e d'impatto invece, si possono utilizzare delle tende appositamente studiate e prodotte da Ten-za in tessuto ignifugo, facilmente applicabili da tutti i comuni mortali, senza necessità di richiedere l'intervento di un tecnico.
L'impatto a livello visivo è notevole, caldo ed accogliente.




giovedì 2 maggio 2013

CUCINA: MATERIALI ECOLOGICI PER AMBIENTI ECO-SOSTENIBILI.

Come sempre l'ambiente più impegnativo e più creativo, che richiede maggior attenzione e tecnica all'interno dell'abitazione ed, indipendentemente dal gusto personale, va studiata in relazione al resto della casa, soprattutto oggi che diventa unico locale con il living creando ambienti conviviali ma non sempre ben gestibili da un punto di vista pratico.
La modernità e la novità non si riferiscono esclusivamente alla sua posizione nella casa ma anche e soprattutto ai materiali in essa racchiusi.
La cucina è infatti l'ambiente in cui è possibile inserire una moltitudine di materiali in perfetta armonia, infatti, se non ci avete ancora fatto caso la varietà è disponibile per: Zoccolino; ante; struttura interna; piano di lavoro; maniglie; fianchi finiti; schienale base-pensile; piano tavolo; piano snack; frontali dei pensili; etc... 
E per complicarvi la vita e disorientarvi nella scelta nel caso in cui approcciate all'acquisto incautamente senza preparazione, spuntano due nuove finiture, nuovi materiali che, oltre un importante impatto estetico hanno la caratteristica di essere ecologici, quindi a basso impatto ambientale.
ECO-CEMENTO: in realtà non è esattamente una fresca novità, già lo si era visto al Salone Del Mobile 2012, in veste living per madie e contenitori bassi da Tv, effetto materico importante e un pò industriale si sposa perfettamente in ambienti contemporanei o che ricercano elementi quel qualcosa di diverso. Perchè "Eco"? perchè è completamente atossico, non contiene elementi dannosi per l'uomo nè per l'ambiente. Composto da intonaco plastico è molto resistente ai liquidi, ideale quindi in ambienti in cui l'acqua è protagonista, è antimacchia, resiste ai graffi (anche perchè di fattura irregolare) e al calore.
IDROLEB: è invece un pannello 100% ecologico in truciolare, materiale legnoso post consumo, certificato FSC. E' il pannello con le più basse emissioni al mondo ed il più basso contenuto di formaldeide. Risponde ai limiti severissimi giapponesi F****. Importante perchè idrorepellente e corrispondente allo standard V100. E' disponibile in diversi colori e finiture lucide e/o opache. 


giovedì 18 aprile 2013

SALONE DEL MOBILE 2013. RESOCONTO PARTE 2.

Sempre in fatto di Salone del mobile, di artigianato, dopo aver visto un pò di illuminazioni più o meno stravaganti, godetevi una carrellata di immagini che riassumono gli stand più interessanti, all'insegna della decorazione!

mercoledì 17 aprile 2013

SALONE DEL MOBILE 2013: RESOCONTO PARTE 1.

Anche quest'anno è arrivata e passata: la settimana del design milanese. Milano in fervore, a dire il vero, più per il Fuori Salone che non per il Salone stesso (forse proprio a causa della crisi!) che vede coinvolte aziende più o meno note.
Questo è stato l'anno di Euroluce, che affascina per le atmosfere che riesce a regalare e per l'infinita innovazione e gli usi molteplici di cui dispone un elemento, se vogliamo, scontato come la luce. 
Ebbene si, perchè la luce non è mai abbastanza, e un lampadario, un aplique o una piantana non sono solo lampade ma immensi oggetti di design ricchi di sensazioni.
Le novità? Non tantissime a dire il vero. Molto di ciò che era presente lo avevamo già visto, certamente la tendenza è quella di avere case molto eleganti, dai toni chiari con alcune note di colore in oggetti e complementi di design più ricercati.
Nuovo divano per Flexform disegnato dal maestro Citterio, nuovo divano anche per Cassina, disegnato da Philippe Stark, sedie svariate dai colori decisi per Vitra. 
Valcucina, al suo fuori salone, sebbene non abbia presentato novità radicali in quella che è la loro produzione, già particolarmente ricca, ha dedicato molta attenzione all'informazione e all'artigianato, mostrando come prende forma il legno e illustrando attraverso dei basilari test le caratteristiche tecnico-fisiche dei suoi piani di lavoro.
Ma è il verde, delle piante a rubare la scena in stand fantastici ed accoglienti.


lunedì 25 marzo 2013

RISTRUTTURARE: PAVIMENTO IN CERAMICA EFFETTO LEGNO.

PAVIMENTI IN CERAMICA
Non è mai una cosa che si fa troppo volentieri, ristrutturare un'ambiente o peggio ancora l'intera abitazione. Ciò comporta notevoli disagi, di tempo, spazio e pulizia, nonchè scelte economiche che riguardano materiali, posa e rifinitura varie.
Quando si acquista una casa, difficilmente il pavimento esistente rispecchia il nostro gusto, e certamente la sua modifica comporta non poca spesa. Bisogna smantellare quello vecchio, rasare il pavimento, livellare e scegliere il materiale che più ci aggrada considerando spesa al mq e spesa richiesta dal posatore. Sembra niente, ma nel complesso di una ristrutturazione, non è poco!
Tra le scelte più gettonate, già detto, il parquet rimane quello che va per la maggiore finchè non ci si trova davanti a prezzi e soprattutto al limite che può dare l'idea di un pavimento "delicato" in legno.
Ovviamente la soluzione c'è, se ci piace l'effetto del parquet, la vena del legno e la posa sfalzata. Ed è appunto la pavimentazione in ceramica che riproduce fedelmente il colore, le venature e l'alternanza di colore tipica del legno. Ad esempio il nuovo "parquet ceramico" di DelConca Fast. 
Innovativo per concezione, perchè si ha un pavimento in ceramica che si atteggia a parquet, facile da pulire e resistente (come una piastrella!)e molto verosimile al legno, ma soprattutto brevettato per la sua principale caratteristica: la POSA VELOCE e l'ASSENZA DI COLLE. 
Non è necessario smantellare il pavimento esistente, basta controllare che sia pulito e in piano. Si stende il materassino fono assorbente, si sistema la prima riga di piastrelle contro il muro, tenendolo distaccato con appositi distanziatori, 5 mm. c.a., si infilano gli inserti plastici alle piastrelle posate e poi si accostano le altre piastrelle, sfalzandole come più ci piace per dare l'effetto a correre o come preferiamo. Si picchiettano con un martello in gomma per unirle bene ed il risultato è una pavimentazione omogenea, senza polvere e sporco e soprattutto senza fughe tipiche delle piastrelle!!
Niente di più vicino al vero effetto "parquet"!
Le colorazioni variano dal sbiancato, al beige e grigio al classico più rossiccio.
L'effetto visivo è molto caldo e omogeneo.
Se avete delle scale in casa non dovrete rinunciare a rivestire anche quelle. E' disponibile il battiscopa in tinta. e se per caso una piastrella dopo tempo dovesse rompersi? Si rimuove solo quella piastrella, si spacca piano piano, la si sfila e si inserisce quella nuova. Che avrà lo stesso colore delle altre, che essendo ceramiche non avranno variato tonalità di colore negl'anni come farebbe il legno.
Ok, non vi sto dicendo che avere il pavimento Del Conca Fast sarà come avere un pavimento in legno. Resta comunque una ceramica. Ma è certo che rimane la soluzione più comoda per sostituire senza grossi lavori di ristrutturazione il vostro vecchio pavimento.

lunedì 18 marzo 2013

CORIAN. LA RICETTA SEGRETA PER LA CREATIVITA'.

Il corian è quel materiale idoneo a piani di lavoro in cucina, piani di lavoro in bagno, per piatti doccia, lavelli, vasche da bagno, calpestii, perfetto per creare inserti di varie forme e colori e quant'altro, senza avere giunte e/o imperfezioni.
Il corian sembra essere indistruttibile (o almeno nessuno sembra essere vissuto così a lungo da vederlo deperire). 
Materiale plastico, sintetico frutto della scienza, firmato Dupont, ogni disegno, ogni forma che si pensa è realizzabile.
Disponibile in una serie sconfinata di colori, pastello e non, tinte puntinate e/o venate a richiamare i marmi ha l'enorme vantaggio di potersi esprimere anche su superfici molto ampie senza presentare giunte visibili, tagli o imperfezioni. Si possono unire piani di diversi colori, stampare lavelli senza avere giunte con il piano, idem per le alzatine e i fianchi di un mobile. Utilizzato anche per le ante dei mobili stessi a creare un tutt'uno con il top. Viene frequentemente utilizzato anche in esterni e nelle barche proprio per la sua grande resistenza all'acqua.
Si dice che si potrebbe immergerne un pezzetto in una vasca da bagno piena d'acqua e dimenticarlo per anni . Lo si troverebbe intatto, uguale a come lo si è inserito.
Unica pecca dimostrata, se utilizzato in colorazione scura, è il contatto con l'acqua a temperature estreme. Difatti è sconsigliato avere un lavello in colore scuro proprio perchè, scolando l'acqua bollente della pasta lo stesso potrebbe subire uno shock termico e sbiadire leggermente. Non rompersi. Semplicemente il colore potrebbe di poco variare di intensità. Ma è un problema riscontrabile solo ed esclusivamente in toni molto scuri di colorazione, facilmente ovviabile con la scelta di altri toni.
Non si può però dire che sia un materiale utilizzato comunemente e dai più, ovviamente tutti questi pregi hanno un costo e ad oggi risulta essere uno dei materiali da interni più costosi. Sebbene l'impatto sia dei migliori!
Non ci sono dubbi sulle sue qualità per quanto riguarda resistenza ed estetica, caratteristiche formidabili dall'elasticità inimmaginabile per tutto ciò che immaginiamo.

giovedì 14 marzo 2013

SALONE DEL MOBILE 2013.

Questo è un evento immancabile ed irrinunciabile.
Arriva, puntuale come Capodanno, come Natale, come il compleanno. Cascasse il mondo! 
A sfidare la crisi, lui rimane. 
Il Salone del mobile, anche quest'anno fà tappa a Milano, contornato da eventi, giovani designer emergenti, con le aziende storiche dagli immancabili stand eleganti.
L'anno scorso, nonostante l'Eurocucina, vera protagonista del Salone, e nonostante le alte aspettative l'ho considerato un mezzo fiasco per quanto riguarda le novità pratiche ed estetiche.
Quest'anno, dal 9 al 14 Aprile l'atmosfera milanese si carica di aspettative, e mi auguro di trovare un ambiente più positivo rispetto a quello lasciato alla scorsa edizione. Positivo nello svolgersi e anche nelle proposte.
Al momento ciò che viene rivelato sembra garantire una forte presenza del colore, come nuova frontiera dell'arredo e come parte propositiva della casa.
Il colore negli oggetti, in particolare, è quell'elemento che disegna gli spazi e concentra l'attenzione.
Designer svariati propongono per le diverse aziende elementi di design, oggetti d'arredo che spiccano con note intense di colore.
Kartell by Laufen, constatata l'attenzione sempre più rivolta all'ambiente bagno propone questo nuovo progetto integrato, che mantiene ferme quelle che sono le linee caratterizzanti di Kartell.
Porro reinterpreta l'Oriente proponendo dettagli e materiali tipici.
Anche la luce, dettaglio immancabile grazie all' Euroluce, sembra avere proposte nuove ed interessanti.
Ancora un mese e vi saprò dire di più!

giovedì 7 marzo 2013

CROWDFUNDING. EPPELA. EPIFANILAB. SOSTEGNO ITALIANO.


Siamo in crisi, da tempo sentiamo e vediamo come sempre più piccole aziende di artigianato italiane si spengono lentamente. Un nuovo e costante modo per farsi conoscere è il sostegno reciproco, detto appunto Crowd funding (finanziamento di massa). 
Tra le diverse realtà che si "auto" sostengono su Eppela vi è anche una realtà leccese, Epifani Lab,  tipicamente italiana per conformazione e gusto. E per personalità. Più volte infatti ho precisato quanto sia importante scegliere prodotti che rispecchino la propria personalità e che non omologhino la casa a quelle delle pubblicità più scontate delle riviste patinate. 
Parliamo ancora una volta di lampade, di luce e arredo, ma questa volta tutto nasce da un designer scenografo, Salvatore Epifani, il quale segue ogni piccola fase che mette insieme il prodotto, dal contesto alla fonderia, passando per la scelta dei colori e dei materiali. Con tutta l'attenzione che si dedica a qualcosa di personale.
La scelta prevalente dei materiali ricade su acciaio e carte di fibra vegetale dell'Himalaya o della Thailandia, un lavoro da certosini che richiede attenzione e precisione. Precisione richiesta proprio dai materiali utilizzati, la stessa fibra vegetale richiede una mano leggera e delicata per la sua lavorazione.
La frase che più colpisce e che forse è il motto di questo "laboratorio artigianale" è: " ... Il prodotto seriale a cui l'industri ci ha abituato non è fatto per durare e obbliga all'omologazione. I nostri prodotti sono unici e irripetibili, disegnati per essere consegnati al futuro come la tradizione dalla quale proveniamo. ..."
Ecco il senso del progetto. Sintetico, se vogliamo ma incisivo. E chiaramente frutto di un esperienza significativa. 
Su Eppela l'attenzione è rivolta alla collezione Atmospherique Modular Collection, con unico obbiettivo quello di far conoscere ai più il design unito alla tradizione tipicamente italiana.
Uno scambio, il raggiungimento dei prefissati 5.000 €. per portare a compimento l'idea e realizzarla per i partecipanti.
Una condivisione di idee su Eppela, idee che diventano materia.
Se trovate un buon motivo per non sostenere il nostro artigianato, fatemelo sapere, ma io fino a quel momento sostengo la nuova collezione di Epifani Lab, e comunque vada, si fà, sarà un successo.

varie collezioni Epifani Lab e l'ultima: Atmosphere Modular Collection che partecipa al crowdfounding su Eppela.



martedì 5 marzo 2013

PIANI COTTURA.

Qualche tempo fa abbiamo parlato dei piani cottura ad induzione, come nuova frontiera della cottura domestica e non solo.
Ma nessuno ci obbliga ad inserire questa nuova tecnologia, visto e considerati i notevoli costi dell'energia che ci tocca affrontare.
La scelta va quindi sul classico e tradizionale piano cottura a gas, che sempre fa la sua funzione.
La scelta e' talmente vasta anche qui da confondere le idee! Vediamo una sintesi:
- piano cottura 4 fuochi: il più classico, ha una dimensione di 60 cm ed e' ottimo se si ha poco spazio sul top e poco piano di lavoro.
- piano cottura 5 fuochi: ha una misura di 70 cm circa, 5 fuochi di cui uno e' una tripla corona, ossia tre giri di fiamma che consentono una certa velocità di cottura, tipicamente questa fiamma e' posizionata centrale al piano cottura, ma alcuni piani l'hanno inserita lateralmente, il che consente di posizionare anche pentole più grandi senza dare eccessivo fastidio alle altre. Così facendo e più facile riuscire a posizionare 5 pentole tutte insieme.
Questa stessa soluzione e' possibile averla anche in dimensione 90 cm. A questo punto non avremo proprio nessun problema in merito a quante e che pentole usare!
- piano cottura fuochi in linea: è in assoluto la soluzione migliore per poter utilizzare più pentole in contemporanea senza avere vincoli e dover fare giochi d'incastro. Le dimensioni però sono poco agili, a seconda di quanti fuochi sceglierete, si parte da 70 cm. in su. Scenografici e con quell'aria un pò slow food sono decisamente d'effetto e anche molto pratici. Ma va da sè che dovete avere una cucina con un certo potenziale dimensionale.
- piano cottura "domino": sono piani cottura dotati di un solo fornello. Grande, piccolo o tripla corona, si gestiscono separatamente e si inseriscono nel piano cucina indipendenti uno dall'altro. Ovvio che per praticità si inseriscono uno in fila all'altro. Questa soluzione consente di avere anche solo un fuoco, se vi limitate a fare il caffè, oppure potrete avere la friggitrice o la vaporiera o la piastra ad induzione oppure la pietra ollare.

La scelta delle finiture è universale per tutte le tipologie elencate, ma la scelta dell'acciaio è importante, deve infatti essere un buon acciaio capace di resistere alle macchie più dure e soprattutto facile da pulire. Si può scegliere tra il classico cromato, al microdekor ( che io sconsiglio vivamente!) passando per gli smaltati che hanno però come limite quello di segnarsi e quindi di perdere il colore.
Le griglie sono fondamentali e giocano un ruolo importante, anche se avete bambini, perchè una pentola traballante su un fornello è molto pericolosa. Le griglie in ghisa, specialmente se compongono una unica grande griglia sul piano, essendo molto pesanti e robuste consentono il giusto appoggio alla pentola impedendole di traballare.
Le griglie singole sul singolo fuoco sono molto belle a livello estetico ma meno stabili. Se sono in acciaio, bhè, mi auguro che non siate tipi che stanno a guardare "il capello"!


lunedì 25 febbraio 2013

LUCE ALL'ITALIANA.

La luce è un elemento importantissimo in una casa. Per far risaltare gli elementi che preferiamo, per creare la giusta atmosfera d'accompagnamento e per decorare una parete dandole una precisa collocazione. Ma come per tutti i prodotti che si acquistano, bisognerebbe chiedersi: da dove arrivano? Io, già l'ho detto, sono per il comprare italiano. Sono per il sostegno delle nostre aziende che da sempre ci hanno reso nel mondo artisti della manifattura e grandi artigiani. A questo proposito vi parlo di Citylux. Azienda italiana che si dedica all'illuminazione dagl'anni 70 e che pensa e produce italiano. Si, perchè molte aziende, sebbene italiane, sebbene propongano made in Italy, difficilmente possono vantare progetto, materiali, tecnologia, imballo e ciclo produttivo tutto italiano.
E, scusate se è poco!
La forza, in questo caso è di avere una produzione vasta che può rispondere ad esigenze abitative e di contract ma non solo. La differenza, producendo tutto in casa, è la possibilità di variazioni su misura con anche materiali forniti dal cliente stesso o effettuando stampe che personalizzano al 100% il prodotto (il cosiddetto: printlight).
Ogni ambiente, abbiamo visto qui, necessita di una sua precisa illuminazione:
- Luce da tavolo: illuminazioni centrate in un punto specifico, lampade tendenzialmente di dimensioni ridotte, ideali per scrivanie, comodini e comò, madie o tavoli bassi.
- Luce da terra: più scenografiche, indirizzano la luce su un punto verticale o si allungano in direzione di un elemento o di una zona che vorremo illuminare escludendo le altre.
- Luce a sospensione: ideale sopra i tavoli o piani snack, regolabile spesso in altezza per creare giochi movimentati. vari le grandezze a seconda di quelle che dobbiamo illuminare.
- Luce da soffitto: per il punto luce centrale sono ideali.
- Luce a parete: definite aplique, rivisitate nello stile, si posizionano sulle pareti, disegnano un percorso e creano delle sfiziose decorazioni.
I materiali utilizzati da Citylux spaziano, il principale e il più luminoso è il vetro, in finitura extra white (che a differenza dei vetri tradizionali subisce una lavorazione di sbiancatura che toglie il fondo verdastro tipico del vetro) o vetro soffiato per ricercare forme più particolari.
I paralumi vengono fatti a misura, anche di dimensioni elevate, per soddisfare ogni esigenza. Ad esempio se avete un grande soggiorno, dai soffitti alti certamente la troverete una cosa interessante.


venerdì 22 febbraio 2013

SCEGLIERE LE PORTE INTERNE.

Porta Garofoli
Le porte interne di casa sono sempre un incognita! O ci si pensa troppo o troppo poco. 
Tendenzialmente sono anche l'ultima cosa a cui si pensa quando si arreda o si ristruttura casa. Eppure, le porte da interni hanno un ruolo molto importante in un abitazione, dividono ambienti rendendoli comunicanti, ci invitano ad essere oltrepassate per scoprire cosa nascondono oltre.
Inoltre, dovendo rassegnarci sempre più ad abitazioni più ristrette, la stessa porta diventa quasi un elemento che obbligatoriamente deve delineare spazi ed è anche si ben visibile nel complesso dell casa.
Allora cosa scegliere? Che linea seguire?
Partiamo dal presupposto che la porta E' un elemento d'arredo a tutti gli effetti e che come tale deve integrarsi con il resto dell'arredo. Ciò non vuol dire che deve necessariamente confondersi con esso, anzi, può diventare elemento di contrasto o elemento di unione tra due linee di arredo scelte.
Al di là del gusto personale sulla finitura è importante definire dove inserire porte piene e dove porte con vetro.
Le prime, proprio perchè piene, impediscono alla luce di filtrare e sono indicate per i locali notte, camera da letto, camerette o anche studi domestici; Chi sarà impegnato a godersi la comodità del materasso su cui dorme non sarà infastidito dalla luce che arriva dal locale vicino.
Le seconde, più indicate per i locali giorno, lasciano passare la luce e intravedere ciò che avviene oltre, tornano estremamente utili se dividono locali privi di finestre o comunque che godono di poca luce naturale. 
Sempre più spesso le porte in vetro diventano divisori tra cucina e living in ambienti open space. Nelle nuove costruzioni infatti, dove la zona giorno è un locale unico, consentono di creare una sottile separazione tra cucina e soggiorno, utile a schermare odori.
La scelta spazia tra le diverse tipologie d'apertura, da scegliersi in funzione della frequenza d'uso.
  • porta battente: la più tradizionale e ad oggi richiesta; il senso d'apertura è definito in funzione dello spazio, quello che sarà il senso di rotazione definirà l'ingombro utile da lasciare libero per la sua apertura. Le finiture sono le più svariate. E' una porta ben visibile sia da aperta che chiusa.
  • porte scorrevoli "scrigno" o esterne: le prime sono le più gettonate perchè possono sparire all'interno del muro, non creano limiti d'ingombro per l'arredo e i passaggi, le seconde scorrono esterne a filo parete, necessitano quindi del loro stesso ingombro anche sulla parete sulla quale scorrono, ma possono scorrere anche dietro ad un mobile studiato ad ok. Il binario è spesso a vista o pùò essere incassato nel cartongesso.
  • bilico: il senso è un pò quello del battente con la differenza che il perno di rotazione non è tutto esterno, l'effetto all'apertura è molto bello, sono però piuttosto scomode per lo spazio che richiedono una volta aperte.
  • libro: stesso concetto del battente, ma doppio, ripiegato su se stesso. Portano via la metà dello spazio di una battente tradizionale. Esteticamente meno piacevoli per il taglio verticale obbligato, ma molto indicate in sostituzione di una battente nel caso in cui non si potesse intervenire con una scorrevole interno muro.
  • filo muro: nuovissime di concezione più moderna, stipiti piatti o del tutto inesistenti (è importante che il muratore che rifinisce i muri sia "uno bravo") a creare un effetto parete continuo, quanto meno da un lato del locale. Ideali se non si vuole vedere la porta e riconoscerla come tale perchè può essere rifinita come la parete.
Lo stile che sceglierete e la finitura dipende dall'effetto ottico che vorrete ottenere, io sono dell'idea che le porte ci sono ed in quanto tali si devono vedere ed essere belle. E' un investimento che si fà una volta,  e va fatto consapevolmente.

Porte Rimadesio; Garofoli; GDesigner.

giovedì 14 febbraio 2013

5 PUNTI E PIU' PER ARREDARE BENE LA VOSTRA CASA.

Come già suggerito ed anticipato nella mia rubrica sul sito magazinedonna.it, voglio approfondire e definire con maggior attenzione alcuni punti di cui bisogna SEMPRE  tenere conto quando si decide di rinnovare la propria casa o si parte ad arredarla da zero.
Per i primi, che vengono già da un precedente arredamento ed hanno già avuto modo di vivere la casa, sarà più semplice trovarsi ad affrontare il tutto perchè hanno alle spalle già un esperienza. Coloro che sono alle presa con la prima casa è bene che prendano consigli. Non perchè non abbiano idee ma perchè ci sono cose a cui non si pensa ed è inevitabile fare errori!
  • Scegliere il tipo di arredamento: è assodato che spesso piacciano più cose e di stili diversi e contrapposti. NON E' CONSIGLIABILE dare ad ogni locale uno stile diverso, arredare in stile etnico il soggiorno, in stile svedese la cucina, e la camera da letto classica. E' bene ricordare che la casa è una sola. E che le persone che la abitano hanno una personalità definita.Il miglior consiglio è scegliere uno stile valido per tutta la casa, quello che più vi piace e rispecchia. Ed intervenire con elementi piccoli e facilmente sostituibili di stile diverso. Ma uno stile solo! Non tutti gli stili in un unica casa! Non vorrete avere la sensazione di smarrimento in casa vostra!?
  • Colori: come per lo stile d'arredo anche le pareti necessitano di un collegamento uguale per tutta la casa. Come già vi ho spiegato qui, il colore delle pareti, che sia bianco, grigio chiarissimo o beige deve essere uguale in tutte le pareti della casa. I colori chiari sono più indicati perchè danno luce e tendono ad allargare gli spazi. Solo una parte per locale può concedersi un colore alternativo, per catturare l'attenzione applicandoci sopra dei quadri o per sottolineare la posizione del letto.  
  • Illuminazione: ogni ambiente, l'abbiamo visto qui, deve avere la sua giusta luce. In cucina avremo bisogno di una luce utile per lavorare ed avere tutto ciò che serve a vista. In soggiorno occorre una luce più d'ambiente, conviviale, in camera da letto una luce d'accompagnamento, che sia più calda e accogliente. Non sempre infatti il lampadario a soffitto e centrale è la soluzione migliore, perchè ostruisce la visuale di alcuni punti rimanendoci alle spalle. Le fonti luminose vengono difficilmente studiate quando si arreda una casa, non si pensa mai a dove posizionarle, motivo per cui spesso il risultato finale non è piacevole.
  • Tessuti e tendaggi: il tessuto è importante, dà quell'aspetto morbido alle cose e soprattutto consente una certa variazione e sostituzione. Tutto ciò che è imbottito potrà essere sfoderato e lo stesso tessuto potrà cambiare. Le tende vanno scelte con criterio a seconda del locale in cui le mettiamo, chiare nella zona giorno e più scure nella zona notte, purchè i tessuti siano leggeri e trasparenti. E non dimenticate di valutare la lunghezza, devono arrivare a pavimento, ma senza fare mucchio!
  • Oggettistica: anche questo fà parte dell'arredo, non è un caso che l'Ikea ambienti le sue esposizioni riempiendole di particolari. Ma attenzione! Tenete conto delle proporzioni e dei colori che andranno di apri passo con l'arredo e sempre ci deve essere qualcosa che lo richiami nel resto del locale.
  • Disposizione elettrica: pensateci in tempo! Nascondete i cavi, se non avete pensato a tempo debito dove mettere la presa tv o del pc, bhè niente è peggio che vedere fili e cavi vagare per la casa fino a raggiungere un apparecchio! Raccolgono polvere e sono: BRUTTI! le prese vanno pensate dietro ai mobili, quelle per le luci vicino alla fonte, solo quelle di servizio utili per aspirapolveri etc, vanno lasciate a vista per comodità!
Vi ho inondato di informazioni?? In fondo è solo un breve riassunto di quello che va pensato quando si realizza una casa. Ma se fosse tutto qui, sarebbe troppo facile, no?!


mercoledì 13 febbraio 2013

LA CUCINA AD ISOLA. PREDISPOSIZIONI. PRO E CONTRO.

Confessate, chi di voi non si è mai soffermato ad osservare una vetrina con una grande cucina ad isola centrale, pensando "quanto mi piacerebbe avere una cucina così!".
In molti, lo so. Anche quelli che dispongono di un cucinotto l'hanno pensato.
Eppure, come ogni elemento della nostra casa che si rispetti, vi sono pro e contro e soprattutto bisogna considerare diversi aspetti in corso d'opera.
Innanzitutto la cucina ad isola può essere gestita in due modi:
- cucina ad isola non attrezzata;
- cucina ad isola attrezzata.
Nel primo caso si presuppone che la parete attrezzata dell nostra cucina sia alle spalle dell'isola o comunque disponga di una parete ad essa dedicata. Vi ricordo che per cucina attrezzata si intende quella parte di cucina predisposta con lavello e cottura alla lavorazione effettiva.
Questa soluzione è bene prenderla in considerazione quando si ristruttura casa e si vuole inserire appunto un' isola, in quanto è possibile mantenere o spostare di pochi la posizione dell'acqua, mantenendo quindi l'area lavaggio nella zona già prevista in precedenza. Diverso, nonchè più semplice è attrezzare l'isola con il gas. Ovvero, tenere la zona lavaggio a parete ed avere ad isola piano cottura, cappa e volendo anche il forno.
Questo è più semplice perchè si tratta di prolungare solo il tubo del gas, mediante la traccia a pavimento e interrandolo, fino al punto interessato. Si tratta poi di definire la posizione esatta della cappa a soffitto per predisporne l'uscita del cavo corrente.
Nel secondo caso invece, se si vuole predisporre tutta la zona operativa sull'isola, bisognerà predisporre anche il carico e scarico dell'acqua facendo attenzione alle pendenze delle tubazioni per non avere problemi di rigurgiti in seguito.
La predisposizione dell'acqua a pavimento consiste nel far alzare un muretto dal muratore in cui per l'appunto di alzeranno le tubazioni per il collegamento al lavello ed alla lavastoviglie. 
Anche in questo caso, come nel caso di una parete attrezzata tradizionale è bene avere un piano di lavoro libero tra il lavello e la cottura che ci agevoli nelle normali operazioni.
Fondamentali sono le distanze per i passaggi da rispettare. Tra la parete attrezzata e l'isola bisogna considerare uno spazio utile di 100/120 cm. per apertura ante e passaggio. Stessa cosa se dall'altra parte abbiamo delle colonne.
L'isola, inoltre, può essere "singola" o "doppia". Nel senso che possiamo attrezzarla con solo una fila di basi, avendo quindi una profondità di circa 65 cm., oppure potrebbe avere le basi sia da una lato che dall'altro, profonde 60 o meno profonde, aumentando così l'ingombro dell'isola e ottenendo un maggior piano d'appoggio.
Devo dire che l'isola piace molto perchè dà quest'idea di cucina americana, di spazi ampi.. ma va verifica bene in corso d'opera, perchè non sempre consente di sfruttare bene gli spazi perchè diventa un volume ingombrante in mezzo al locale.


venerdì 8 febbraio 2013

UN BAGNO PER UOMINI VERI!

Vi ho parlato tempo fa di come generalmente viene visto e pensato un bagno al femminile. Delle caratteristiche e delle specifiche che spesso mi vengono richieste. L'occhio della donna oltre a vedere da esteta ha una particolare propensione alla praticità. Infatti, si sà, che proprio questo punto viene difficilmente preso in considerazione dagl'uomini.
Non me ne vogliano i maschietti, ma ad oggi non c'è stato cliente di sesso maschile che sia preoccupato di avere un posto in cui riporre anche solo l'asciugacapelli ed il rasoio elettrico!
Bene, un bagno maschile si differenzia sostanzialmente per la velocità di scelta e per la definizione di materiali e colori che si dirigono in due direzioni: i più svogliati e meno fantasiosi mi chiedono bagni molto basic, piastrelle chiare, azzurro-verde, sanitari da appoggio e mobiletto ("ma sì, uno vale l'altro"); i più esigenti e sofisticati in genere danno più soddisfazione perchè sono più attenti al colore, spesso scuro e alle finiture. Richiedono elementi più ricercati, d'impatto e più di carattere.
A tal proposito le scelte sono ampie, partendo dal rivestimento di pavimento e parete finendo alla scelta dei sanitari, che in un bagno che vuole avere carattere ed un impronta che non lasci dubbi sulla sessualità di chi lo utilizza è fondamentale.
Elemento distintivo potrebbe essere, ad esempio, la scelta dei colori. Scuri, sui toni dei grigi, del marrone o perchè no, dei blu in tutte le sfumature. Il rivestimento del pavimento (se si decide di farlo diverso dal resto dell'appartamento) è sempre bene che sia più scuro, magari con una piastrella ceramica opaca e martellata, il rivestimento delle pareti invece potrebbe riprendere il colore del pavimento fino ad una certa altezza (generalmente consigliata tra i 90 cm e 150 a seconda del formato delle piastrelle)e seguire con una piastrella più chiara.
La doccia, fondamentale per un uomo, se possibile di dimensione ampia, oggi può vantare innanzitutto di avere dei piatti doccia in resina effetto pietra disponibili in vari colori (per cui facilmente abbinabili anche alla scelta del rivestimento), se si sceglie un piatto doccia a filo pavimento è bene che anche il box doccia sia essenziale nella struttura, per cui profili inox cromati molto sottili. Vetro rigorosamente trasparente per un impatto niente male.
Per quanto riguarda i sanitari, il mercato offre di tutto. Ovviamente i più gettonati rimangono sempre quelli in ceramica bianca, sospesi o da appoggio, purchè molto essenziali e puliti nelle forme. Ma nulla vieta di scegliere una ceramica in colorazione Ral oppure dei sanitari o dei mobili lavello con una struttura in acciaio. Una donna è assodato che non farebbe mai una scelta del genere, cosciente del tempo che bisogna impiegare per tenerli ben puliti e lucidi. Un uomo forse potrebbe pensarci ... 




lunedì 28 gennaio 2013

TAVOLI PER IL SOGGIORNO.

Ehi, ho scritto soggiorno, mica sala da pranzo!
Si perchè non serve mica avere per forza una vera e propria sala da pranzo per poter inserire un tavolo con le sedie, creare l'angolo pranzo anche in soggiorno è possibile e fattibile!
Dobbiamo solo ridimensionarci, o meglio dare la giusta dimensione al tavolo a seconda dell'ampiezza del soggiorno che abbiamo a disposizione.
Definiamo lo spazio: lì va il divano, lì il mobile per la tv, e lì vicino alla finestra e/o porta finestra, il tavolo da pranzo con le sedie.
Deciso questo ricordiamoci una cosa ESSENZIALE: questa zona avrà bisogno di illuminazione, giusta e non fastidiosa e particolarmente forte. dovrà essere una luce sufficiente da farci guardare bene in volto i nostri ospiti ma non da farci tenere gli occhiali da sole indossati. In fase di predisposizione punti luce, è li che andrà pensato l'unico punto luce a soffitto del soggiorno. Lì dove pranzerete.
Infatti, il soggiorno, di norma, non richiede l'uso di un lampadario a soffitto che faccia una luce generica nel locale. Il soggiorno è un ambiente per rilassarti, per conversare e ospitare. Poco invasivo in tutti i suoi elementi. Rilassante. Per cui la luce dovrà essere mirata., per questo motivo l'unico lampadario cadrà sopra al tavolo.
La scelta del tavolo, per dimensione e finitura dovrà essere proporzionato, se il soggiorno non è grandissimo e preferiamo comunque dare più spazio alla zona conversazione, il tavolo avrà una dimensione più piccola: 120x80 o 140x80/90, allungabile per non lasciare nessuno a bocca asciutta. Le sedie, meglio se esili, che imgombrino poco e che possano stare il più possibile all'interno del tavolo. Se la sua posizione sarà in un angolo del locale, ricordate di lasciare almeno 60 cm. dalla parete al tavolo, così potrete inserire la sedia senza strizzarvi troppo per sedervi. Le finiture, bhè a scelta e legate al resto dell'arredo. Magari un piano in legno, importante con delle sedie trasparenti, molto leggere. Il protagonista sarà il tavolo. O, al contrario, un tavolo in vetro, trasparente con un basamento importante, un centro tavola e delle sedie morbide nelle linee e nell'imbottitura.
Ma se il tavolo non ci sta? Se il soggiorno è piccino e inserire un tavolo vero e proprio è fuori luogo? Che si fa?
Semplice, ognuno mangi a casa sua e via!
Scherzo, pensiamo ad un alternativa, niente tavolo, ok ma un tavolino che diventi tavolo. Insomma un tavolo due funzioni. E' la soluzione migliore soprattutto se non si è una famiglia numerosa che necessita di grossi tavoli e se si predilige avere maggiore ampiezza nel locale.
Ripiegare su un tavolo SU E GIU' non è un ripiego vero e proprio, anche perchè, già ve l'ho detto, in uno spazio ristretto non ci possono essere due tavoli. Quindi, nella normalità delle vostre serate avrete un tavolino da divano su cui poggiare bibite, riveste etc. Quando invece servirà lo sposterete lo solleverete e lo allungherete, anche abbastanza facilmente. I meccanismi oggi sono diventati molto leggeri e facili da usare, tutti a pressione, il tavolo fa quasi tutto da solo. Quale scegliere? Anche qui, come per un tavolo normale le regole non cambiano.
Assicurati solo di avere dove riporre delle sedie pieghevoli!
E la luce? qui certo non potremo inserire un punto luce a soffitto, così, dove capita, allora la scelta migliore è utilizzare una lampada a stelo, tipo arco, abbastanza ampia da indirizzare sul tavolo, una volta aperto, il suo fascio di luce.
Immagini dal web.

giovedì 24 gennaio 2013

CUCINA: LA DISPENSA DEL FREDDO.

In cucina non esistono solo le colonne, maestose ed imponenti, in cui riporre pasta e provviste varie.
Colonne che completano, arredano e sostengono la scelta della cucina fatta.
Bensì sono le colonne del freddo quello maggiormente utilizzate, quelle che apriamo più e più volte al giorno, quando cerchiamo uno spuntino senza sapere quale, quando conserviamo il cibo per giorni ritrovandolo fresco come appena acquistato.
I frigoriferi sono delle vere e proprie dispense, che a livello estetico si ambientano senza stonatura all'interno del locale integrandosi perfettamente, ed, a livello tecnico e tecnologico, hanno raggiunto caratteristiche semi-professionali anche per le cucine comuni.
I frigoriferi SIDE BY SIDE o comunemente chiamati "frigoriferi americani" hanno la caratteristica, rispetto agli standard, di avere sia dimensioni più ampie esternamente, sia una capacità interna di contenimento che arriva anche a 600 lt. Possono essere tranquillamente inseriti all'interno del contesto cucina grazie alla possibilità di avere oltre le ante in acciaio o alluminio, anche i fianchi e tutta la struttura nella stessa finitura, sono infatti i cosiddetti carrozzati.
La particolarità data dalle importanti dimensioni è la profondità, superiore ai 60 cm. delle colonne dispensa. Le ante di questi frigoriferi infatti, spesse circa 6/7 cm. richiedono lo stesso spazio vuoto al loro lato per consentirne l'apertura a 90° e quindi l'estrazione dei cassetti congelatori.
Che scegliate doppia anta, per una dimensione totale del frigo superiore ai 90 cm., con un lato frigorifero ed uno congelatore, oppure ante nella parte superiore (frigorifero) e cassettoni inferiori (congelatore), la funzione NO FROST è un must irrinunciabile che impedisce grazie al riciclo d'aria la formazione del ghiaccio.
Bisogna solo fare attenzione a non esagerare, inserire un frigorifero così ampio e voluminoso in una cucina non molto grande, non è una scelta adeguata perchè sproporzionato rispetto al resto del locale.
Gaggenau, ha invece studiato e proposto ormai da diverso tempo i frigoriferi Vario Cooling, perfettamente integrabili con la cucina perchè pannellabili con le ante della stessa finitura dei mobili, vetro, legno, laccato o laminato, frigorifero, e congelatore diventano così elettrodomestici camuffati perfettamente da colonne dispensa. Le ante di questi frigoriferi e congelatori hanno anche si un' apertura che arriva a 115°.
Stesso discorso vale per la cantina vini, anche per i semplici degustatori la cantina vini è un prodotto professionale degno delle migliori enoteche, e molto chic da tenere e mostrare in cucina.
al loro interno, differenziate da zone termiche indipendenti si può regolare elettronicamente la temperatura da 5° a 18° a seconda dei vini che vogliamo conservare. Inoltre, una cantina vini di grandi dimensioni può contenere fino a 103 bottiglie, e può essere perfettamente integrata tra frigorifero e congelatore per un'estetica impeccabile.
I prezzi, ovviamente, non sono quelli di un frigorifero standard, che sia un side by side o un Vario Cooling, bisogna sapere che la spesa economica non è indifferente... ma, come dice sempre mia nonna "chi bello si vuol far vedere ... " ...


martedì 22 gennaio 2013

LAVATRICE IN BAGNO.

Io la detesto.
Se c'è un elettrodomestico che proprio non posso vedere è la lavatrice. Il suo volume eccessivo rispetto a tutti gli elementi normalmente presenti in un bagno la rende evidente ed anti estetica.
A me non piace, che ci posso fare?? Sarò l'unica?? Sono pronta a scommettere di no. Ed infatti ho deciso di mostrarvi come da un bagno normale, un bagno che potrebbe essere di chiunque e dalle misure relativamente standard, si possano ricavare in vari modi situazioni ed angoli in cui inserire questo elettrodomestico senza doversi tappare gli occhi ogni volta che lo si vede!
Le soluzioni per renderla "invisibile" sono diverse. La si può chiudere in un mobile studiato ad ok, con una serrandina scorrevole in verticale, rigorosamente senza schienale per consentirne sempre l'areazione, sfruttando così l'altezza del locale per riporre detersivi, accessori per la pulizia e quant'altro.
Se invece siamo degli esteta, e non vogliamo volumi eccessivi come un armadio all'interno del nostro bagno, dovremo riporla nel contesto del mobile lavabo.
Innanzitutto dovremo scegliere una lavatrice dalla profondità ridotta (quanto meno se il bagno in questione non è larghissimo!) in modo che stia comodamente nella profondità del mobile che sceglieremo. Le aziende più famose ne producono in profondità 40, la quale è ottimale per poter avere un mobile dalla profondità di 45 cm. e non superiore, eviteremo così di avere un mobile molto invadente in bagno.
Nel momento in cui inseriremo la lavatrice all'interno del contesto mobile lavabo abbiamo due possibilità: la prima è lasciare il frontale della lavatrice a vista,  in modo da utilizzarla comodamente senza dover aprire prima le ante e successivamente l'oblò. La seconda è coprirla con le ante in tinta come il mobile, che arriveranno a terra per coprirla tutta. Tutto dipende da quanto sia insopportabile alla vista quest'elettrodomestico.
Ricordate che la praticità è sempre la scelta migliore!



venerdì 18 gennaio 2013

MONOLOCALI ATTREZZATI.

Come si fa a rendere "CASA" qualcosa che sembra non averne gli spazi??
Da sempre, chiunque immagini la casa dei suoi sogni, desidera spazi ampi, magari con uno sbocco esterno, un giardino ... Difficilmente una casa di 40 mq. rientra nell'immaginario di chi cerca la sua "tana per la vita".
ma qualunque sia il motivo che vi fa scegliere questa soluzione, l'importante è strutturare e sfruttare gli spazi in modo da renderli vivibili e se occorre, privati.
Nella mia esperienza ho visto 2 tipi di monolocali: il primo, più anziano per concezione, è composto da cucina abitabile o semi-abitabile, camera da letto/living e bagno (e nella migliore delle ipotesi anche un disimpegno-ripostiglio); il secondo , di idea più recente, è composto da un unico-grande locale che fa da cucina/living/zona notte, un bagno e forse un disimpegno.
Come si arredano quindi questi spazi che necessitano delle stesse attenzioni?
Il primo, avendo la cucina separata consente di concentrare le attenzioni nella zona notte/living, che necessita di un letto e di un armadio in cui contenere di tutto e di più e anche un divano per ospitare amici e parenti.
Se l'idea di avere un divano letto da aprire ogni sera e chiudere ogni mattina, poco vi attrae, potreste valutare di inserire entrambi, in dimensioni più contenute. Un letto ad una piazza e 1/2 ad esempio ed un divano 2 posti, creando una divisione tra i due attraverso un tendaggio. Infatti, applicando un binario a soffitto potrete inserire delle tende scorrevoli, di un tessuto chiaro e molto leggero, che consentono di chiudere la zona interessata separandola dall'altra.
Nulla vieta a questa soluzione di essere applicata anche al monolocale più moderno.
Inoltre, per rispondere a tutte le esigenze esistono dei mobili "trasformabili" notevolmente utili. Scrittoi che diventano letti, divani che nascondono contenitori, pareti boiserie o librerie che diventano letti. Tavoli consolle che diventano veri e propri tavoli da pranzo per ospitare innumerevoli commensali.
L'importante, quando si sceglie un mobile di questo genere è l'esperienza dell'azienda, che deve essere specializzata ed utilizzare meccanismi resistenti e all'avanguardia per non incorrere in spiacevoli inconvenienti!
Clei risponde bene a questa caratteristica anche grazie ad un design giovane ed essenziale facilmente abbinabile ad ogni stile e soprattutto ideale per i giovani!

Immagini tratte dal web.

giovedì 10 gennaio 2013

CERTIFICAZIONI. TRA SOSTENIBILITA' E QUALITA'.

Voglio affrontare un argomento spinoso e complesso nonché sconosciuto ai più, argomento spesso evitato dalle aziende produttrici e ignorato dai consumatori i quali acquistano un prodotto senza conoscerne le reali caratteristiche.
Innanzitutto, proprio come per gli alimenti o i giocattoli, il mobile è sottoposto ad una serie di controlli qualità e deve rispondere a precise regole che gli danno o meno il marchio di qualità, esiste infatti una struttura in grado di analizzare la qualità di un mobile secondo prove normalizzate che non lasciano dubbi a interpretazioni personali. Tale struttura è il CENTRO CATAS (http://www.catas.com/) che decreta e stabilisce se un elemento supera o meno queste prove.
E' chiaro che, il fatto di non "superare" queste prove non evita che il mobile o l'elemento vengano messi in commercio ugualmente, bensì serve al consumatore per sapere se il pezzo che sta comprando e costa così caro vale la pena non solo da un punto di vista estetico (che come è personale) ma anche qualitativo e di normative.
Detto questo vorrei informarvi di quelli che sono i principali marchi che sarebbe bene conoscessimo tutti, per poter acquistare prodotti che rispettino l’ambiente in cui viviamo e la nostra stessa qualità della vita. Non dimentichiamo infatti che tutto ciò che mettiamo in casa lo viviamo, lo tocchiamo e lo respiriamo, per cui materiali scadenti o peggio nocivi all'interno dei nostri mobili diventano nocivi per noi stessi e per i nostri bambini.

  •  ISO9000: facendo riferimento alle norme internazionali sulla qualità del processo di lavorazione, garantisce che all’ interno di una fabbrica ci sia un sistema che normalizzi e migliori i sistemi produttivi.

  • ISO9001certificazione che non analizza la qualità di un prodotto bensì quella del sistema produttivo che viene fissato dall’azienda, il quale però potrebbe anche essere basso, purchè rispettato. Nel senso che un’azienda seguendo determinati e certificati processi produttivi può comunque produrre mobili qualitativamente “non alti”, quindi con truciolare scadente rivestito di carta molto sottile, senza quindi prestare particolare attenzione a quelli che sono i materiali usati. Motivo per cui, potremmo trovare questo marchio valido anche per i cosiddetti mobili economici.
  • ISO14001: certificazione ambientale la quale garantisce che l’azienda rispetti le leggi ambientali riguardanti rumore, emissioni tossiche, polveri, e scarico acque. Garantisce quindi che l’azienda abbia un sistema di smaltimento rifiuti controllato e che si a basso consumo energetico. In tal modo un'azienda eviterà di rendere maggiormente inquinato il pianeta su cui viviamo.
  • ECOLABEL: marchio ambientale applicato ai prodotti Ecocompatibili, a basso impatto ambientale in tutto il loro ciclo produttivo. 
  • FSC: garantisce che il legno con questo marchio provenga da foreste gestite mantenendone la biodiversità, le funzioni ecologiche e beneficiando le comunità locali.
  • VERO LEGNOhttp://www.verolegno.it/ marchio utilizzato per prodotti che contengono legno come materiale caratterizzante e primario, lo stesso mobile in truciolare può ottenere questo marchio purchè il suo rivestimento esterno sia anche solo di 0,5 mm. di legno. Il mobile DEVE essere accompagnato da un' etichetta che ne specifichi i materiali utilizzati.


E’ tutto chiaro, no??!
Ok, no.
Mi rendo conto che non è semplice, soprattutto quando già si deve fare i conti con quello che piace e che si deve spendere, pensare anche di cercare se un azienda possiede o meno un marchio, ma è comunque meglio esserne a conoscenza per poter valutare bene soprattutto quando si acquista una cucina o un arredo economicamente alto, il quale, a maggior ragione non può non rispondere a tutte le norme qualitative vigenti.
Ed, ancora più importante è COMPRARE ITALIANO.
Viviamo ancora nel paese che può vantare i più grandi maestri creativi e soprattutto la manifattura migliore, aziende come Flexform, Poliform, Baxter, possono ancora vantare una produzione tutta italiana notevolmente alta e tutelata, così come aziende meno famose e nominate le quali hanno la produzione nel cuore vibrante della Brianza e che, seppur con tutta la fatica, resistono.
Conoscere infatti la politica di un'azienda, sapere che, ad esempio come Baxter, è una delle prime aziende italiane a impatto zero e che alimenta i suoi uffici e parte della produzione ad energia solare, sapere che ha investito in qualcosa di grande per prima, non può che farci pensare che la stessa attenzione viene e verrà riservata anche ai prodotti che compreremo.